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giovedì 30 aprile 2015

Mad Men


Come ho fatto a vivere tutti questi anni senza Mad Men?
Come ho potuto far finta di niente, continuando a vivere le mie giornate ignara di tanta bellezza?
Come ho fatto a considerare capolavori determinate serie tv, senza utilizzare questa come metro di misura?
Queste sono solo alcune delle domande che mi vengono in mente ogni volta che guardo un episodio di quel prodotto meraviglioso chiamato Mad Men.

Ma facciamo un piccolo passo indietro.
Sono venuta a conoscenza dell'esistenza di questa serie tv quasi per caso, in un modo assolutamente ridicolo che ovviamente non posso fare a meno di convidere con voi: ero follemente cotta di A., ex compagno di corso all'università, che non faceva altro che parlare di questa serie e per riuscire a farmi un'idea di cosa stava parlando ( e, lo ammetto, per cercare di rendermi più interessante ai suoi occhi...) ho iniziato mooolto lentamente a guardare la prima serie. Improvvisamente, nel giro di due settimane, ho avuto la capacità di divorare 7 stagioni da 13 puntate ognuna. Morale della storia? Non ho più avuto notizie di A., ma con Mad Men è stato ed è tutt'ora un grande amore.



Quali sono i motivi che rendono Mad Men una serie imperdibile?
Sicuramente uno dei principali è la trama: nella cornice dei meravigliosi anni 60, viene raccontata la storia dell'affascinante pubblicitario Don Draper (Jon Hamm), che passa le sue giornate dividendosi tra la creazione di campagne pubblicitarie per alcuni dei marchi più importanti del tempo e la sua passione sfrenata per le donne e gli alcolici, nonostante sia sposato con la folle Betty, uno dei personaggi più geniali ed assurdi del panorama televisivo.



Da amante degli anni 60, questa serie è stata un colpo di fulmine. I costumi, i colori, le musiche, le scenografie, tutto è curato alla minima perfezione. Nel corso delle stagioni è palese l'aria di cambiamento che pervade quegli anni: dalla lotta per i diritti civili guidati da personaggi come Martin Luther King ( mentre nelle prime stagioni colpisce subito la mancanza totale di persone di colore nel cast, man a mano anche la Sterling & Cooper inizia ad assumere donne di colore come segretarie), alla parità dei diritti per le donne ( Peggy e Joan, rispettivamente il personaggio più odiato e più amato dalla sottoscritta, che da semplici segretarie sottoposte alle angherie dei colleghi, cominciano ad acquistare un ruolo sempre più importante all'interno dell'agenzia). Non mancano anche i riferimenti a problemi quali alcolismo, dipendenza da tabacco e droghe leggere, il tutto affrontato con una classe ed un eleganza uniche nel mondo della televisione.



I personaggi sono parecchi e popolano il mondo della Sterling & Cooper con semplicità, entrando ed uscendo di scena quasi improvvisamente, senza troppi fronzoli ma sono tutti descritti ed analizzati in modo profondo ed intenso riflettendo nei personaggi stessi i cambiamenti che imperversavano nei mitici anni 60, il tutto accompagnato da una colonna sonora incredibile con pezzi che spaziano da Janis Joplin, ai Rolling Stones con un pizzico di Frank Sinastra.



I miei preferiti? Adoro il menefreghismo di Roger Sterling ( il super figo John Slattery) e la tenacia di Joan Harris ( la bellissima Christina Hendricks... serio dove sono finite le DONNE come lei?!?), ma incredibile è anche Betty (January Jones), una casalinga annoiata prima, madre terribile dopo, e il suo rapporto con la figlia Sally (Kiernan Shipka).



Mancano solo poche puntate alla "fine di un'era" e già inizio ad avvertire quel senso di tristezza e smarrimento che accompagna le puntate finali di una grande serie tv. Sono sicura che nel finale scopriremo qualcosa di più sulla figura enigmatica di Don e soprattutto che verremo lasciati a bocca aperta... o almeno spero!



E voi, seguite Mad Men? Se, invece, non conoscete ancora Mad Men, vi chiedo, MA COSA STATE ASPETTANDO?!?

Voto: 9
Frasi Cult:
 "- Why is this empty? - Because you drank it all"
"How do I know if what I see as blue is the same as it is to you?"
"I can't decide if you have everything... or nothing."
"Only boring people are bored."
"-Sex sells. - Says who?"



lunedì 1 settembre 2014

Blow-Up - Michelangelo Antonioni


Ammetto la mia ignoranza pubblicamente: fino a poco fa non avevo mai visto questo capolavoro. A mia discolpa potrei dire che ci sono milioni di film del passato che meritano di essere visti e contemporaneamente c'è sempre, tra le varie uscite settimanali, qualche pellicola da tenere d'occhio. Risultato? Aver visto anche solo tutti i più grandi capolavori del cinema è quasi impossibile.
La visione di Blow-up, però, mi ha così rapito che nei giorni seguenti il pensiero tornava spesso su quelle immagini, su quella storia, talmente tanto da meritare subito altre "proiezioni" nel mio cinema personale, la mia stanza. 



La storia è incentrata sul fotografo di moda Thomas David Hemming, un Michael Pitt degli anni '60) che nel tempo libero cerca di completare il suo libro fotografico con il quale documenta la vita delle classi disagiate in totale contrasto con una Swinging London fatta di party, moda e musica. Mentre è impegnato a scattare altre foto in un parco, viene fermato dalla donna della coppia che stava fotografando di nascosto che gli chiede con insistenza di darle il rullino. Thomas si rifiuta ma nonostante questo viene raggiunto dalla donna nel suo studio dove le da un finto rullino ed inizia ad esaminare le foto scattate, ingrandendole ( da qui il titolo Blow-up), fino a scoprire tra i cespugli un cadavere. Sorpreso dalla scoperta, il fotografo continua ad indagare, verificando anche la presenza stessa del cadavere nel parco ma, invece di denunciarlo o avvertire le autorità, sceglie di trascorrere la serata ad una festa...



Il film si basa tutto sul contrasto tra realtà ed apparenza. Sarà vero quello che Thomas ha visto nelle foto? O è solo frutto della sua immaginazione? Ma è anche una forte critica alla "spensieratezza" di quegli anni dove giovani ragazze facevano di tutto pur di essere fotografate da un celebre fotografo, dove la moda iniziava a diventare arte e a mostrare le forme delle donne in maniera diversa, dove il protagonista è così sopraffatto dall'ambizione, dal desiderio di successo ma anche dalla noia delle giornate di chi ha tutto, facendo poco, da risultare scontroso, presuntuoso ma, proprio per questo, terribilmente affascinante. Il tutto in pieno stile anni '60, in una Londra più splendente che mai e con la comparsa di alcune delle donne più belle ed invidiate di sempre: Vanessa Redgrave e Jane Birkin.


Ogni immagine è una fotografia, ogni scena è lenta, soprattutto quella dei blow-up, contraddistinta da pochi dialoghi e lunghi silenzi. Ma proprio questa sensazione di solitudine consente di immergersi totalmente nel film e di assaporare meglio il mistero e il fascino di questa storia. Infine, l'ultima scena, quella della partita a tennis immaginaria, è essa stessa un capolavoro, la sintesi perfetta di sublimi 106 minuti di puro cinema. Sono rimasta totalmente rapita da questa pellicola, forse anche per la mia passione per la fotografia e per i mitici anni '60. L'ho amato talmente tanto da farlo rientrare nella mia personale top 10 dei migliori film di sempre. Se non avete mai avuto la possibilità di godere di un capolavoro del genere, vi consiglio di rimediare. 



Voto: 9
Frase Cult: "-Non ne posso più di Londra questa settimana...
                    -Perché?
                    -Perché non fa nulla per me…"